Una pubblicazione ad accesso aperto è digitale, online, gratuita e libera da buona parte delle barriere legali e commerciali dettate dalle licenze d’uso. Grazie al consenso del titolare dei diritti d’autore è gratuitamente consultabile e può essere usata e fruita in diverse maniere purchè ne venga riconosciuta la paternità intellettuale.

Per esserci impatto ci vuole ampia disseminazione. Un articolo liberamente accessibile sul web è più visibile perché viene indicizzato dai maggiori motori di ricerca, si accorceranno i tempi di diffusione e l’articolo verrà letto, utilizzato e citato di più dagli altri ricercatori, anche da quelli appartenenti a istituzioni che non possono pagare i costosi abbonamenti editoriali. In due parole: più disseminazione e più impatto = più citazioni.

Open Access significa accesso libero e senza barriere al sapere scientifico, come viene enunciato nella Berlin Declaration on open access to knowledge in the Sciences and Humanities che anche l’Alma Mater Studiorum ha sottoscritto.

Si tratta di un movimento che nasce all’interno del mondo accademico con l’intento di sfruttare le potenzialità del digitale e della rete per disseminare e condividere senza barriere o restrizioni i risultati della ricerca, in modo particolare quella di base. Nasce, principalmente, come opportunità per la ricerca che si nutre e progredisce attraverso la condivisione dei saperi, la disseminazione e l’accesso ai risultati di chi ci ha preceduto.

Propriamente un autore accademico che sceglie di pubblicare i propri lavori in open access garantisce a “tutti gli utilizzatori il diritto d’accesso, gratuito, irrevocabile e universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all’attribuzione autentica della paternità intellettuale.”  (Dichiarazione di Berlino, trad. italiana)

Vantaggi per i ricercatori: maggiore visibilità dei lavori di ricerca depositati negli archivi istituzionali e pubblicati su riviste Open Access che si traduce in maggiore visibilità, più citazioni (fino al 600%  a seconda della disciplina), diffusione immediata dei risultati delle ricerche, maggiore impatto per l’autore.

Vantaggi per l’istituzione: vetrina internazionale per la produzione dei propri docenti/ricercatori e possibili economie di scala sui costi degli abbonamenti.

Vantaggi per la comunità scientifica: i risultati delle ricerche si vedono di più (maggiore disseminazione), si vedono prima (grazie all’autoarchiviazione non si devono aspettare i tempi di stampa). Grazie alla maggiore disseminazione si ottiene un maggiore impatto e una maggiore circolazione di idee, ne guadagna la crescita complessiva e diffusa della conoscenza, che subisce una forte accelerazione. La libera circolazione di risultati della ricerca e dei data sets contribuisce a ridurre il cultural divide.